damiano ferrara art
La città
Scende la sera, la notte, l'ultima insegna del bar si spegne ed io rimango solo.
Cammino da solo per la strada, non ho niente da fare, cosa pensare. Perchè non ci sei.
Guardo la luna ... come vorrei farti a pezzi.
Incontro un ubriaco, mi fermo lo guardo, mi fa pena e vorrei aiutarlo.
Faccio un pezzo di strada con lui. Com'è felice ed ha saputo fare una scelta.
Perchè non ci sei. Ho freddo, mi abbottono il cappotto e continuo a camminare.
Si mette a piovere, sono solo sotto la pioggia.
Vedo un vecchio seduto sul marciapiede che fuma. Mi fermo lo guardo e mi ci siedo vicino.
Il vecchio neanche mi guarda e continua a fumare.
Vorrei imparare da lui questa sua indifferenza, questa sua capacità nel saper affrontare la realtà senza esserne scosso.
Lui continua a fumare, mentre io respiro il suo fumo.
Mi piace stare con lui, ma subito dopo si alza e se ne va.
Perchè non ci sei. Sono rimasto solo sotto la pioggia.
Mi spavento, la città mi fa paura.
Vorrei salire sopra un treno e partire, vedere dal finestrino la città che se ne va,
il passato che se ne va
e invece sono qui sotto la pioggia e per di più da solo.
Avessi almeno qualcuno che mi aspetta sarebbe tutto diverso, avrei qualcuno con cui parlare.
Perché non sei qui. Cazzo di città perché non me ne fai andare, perchè non mi lasci in pace.
La pioggia mi è penetrata fin dentro le ossa. Vedo un bar aperto, entro.
Dentro non c'è nessuno, mi siedo ma viene il cameriere mi dice che è ora di chiudere, cosi mi alzo ed esco.
Sono di nuovo da solo sotto la pioggia.
Mi giro e mi accorgo che un cane mi segue.
Mi fermo lo chiamo lui si ferma mi guarda e muove la coda.
Poi ci ripensa, mette la coda tra le gambe e viene verso di me, mi lecca la mano e muove la coda
. E' felice ed è anche lui bagnato. Ci avviamo tutti e due, insieme verso la notte.
Ci ripariamo sotto ad un balcone. Lui mi guarda io lo guardo.
Vedo che ha freddo, lo prendo e lo stringo forte a me.
E' piccolo, un cucciolo appena. Mi siedo e ci riscaldiamo a vicenda.
Aspettiamo l'alba, il calore, la vita. Lui ha molto freddo , trema. Io lo stringo più forte a me.
Finisce di piovere ed è quasi l'alba.
Ci avviamo verso il mare, dove possiamo vedere meglio l'alba.
Lui ha ancora molto freddo e trema sempre di più.
Siamo di fronte al mare e si vedono le prime luci dell'aurora.
Ci sediamo sopra una barca.
Lui mi guarda ha gli occhi spenti, sento che il suo calore si va sempre più affievolendo.
Io gli sorrido e lo accarezzo, lui abbassa le orecchie e mi lecca la mano.
La luce sta scacciando le tenebre, le ombre si accorciano sempre più, il sole sta spuntando.
Io sono contento, lui trema. Spunta finalmente il sole, io gli corro incontro, sento il suo calore.
Corro corro sempre di più, ma mi fermo improvvisamente.
Il cane il mio amico cane ha finito di essere felice. Lo guardo, non trema più.
Lo accarezzo e lui ha gli occhi chiusi.
Lo accarezzo di nuovo, non li apre, non muove più la coda, non mi lecca più la mano.
Mi siedo lo guardo, è morto. E' morto quando è spuntato il calore, la vita.
E' morto quando io ero più contento. E' stato l'unico che mi ha regalato un pò di felicità.
E' stato l'unico a stare con me ed ora è morto ed io non saputo far niente.
Guardo il sole, prendo in braccio il mio amico e glielo porgo e lui se lo prende.
Ritorno indietro, vedo le prime auto, i primi uomini....loro hanno dormito.
Non hanno bisogno di vedere l'alba per continuare a vivere.
Cammino piano, penso al mio amico, il mio unico amico.
Mi giro e guardo dietro poi mi rigiro e continuo a camminare.
Povero amico mio, anche tu vittima di questa città.
Forse un giorno ti verrò a trovare. Addio mio unico amico
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