damiano ferrara art
Un uomo fortunato
L’altra sera, dopo una giornata di dolce fatica tra le vigne, verso le 23.00, presa la sdraio vado sulla terrazza del dammuso con il mio passito del ’94 e mi accingo a dare un po’ di riposo alla mia mente quando appena seduto mi si presenta agli occhi uno spettacolo immensamente fantastico. Alzo gli occhi e vedo sopra di me un’immensa distesa di stelle. Sarà perché la serata era fresca, sarà perché ero dello stato d’animo adatto, sarà non so per quale motivo, ma quella distesa di stelle non l’avevo mai vista cosi’ bella. Mi sono sentito l’uomo più fortunato del mondo. Fortunato perché guardavo le stelle, le stesse stelle che in quel momento guardavano altri, che mi hanno fatto commuovere, che mi fanno sognare, che mi hanno fatto vedere il mondo da un altro punto di vista, che mi hanno fatto capire quanto sia meschina la nostra esistenza cosi’ attaccata alle cose materiali, al denaro , al potere. Le stesse stelle che molte persone, meno fortunate di me, stavano guardando con altri occhi. Gli occhi della sofferenza, gli occhi della violenza, gli occhi del razzismo, gli occhi della prepotenza, dell’arroganza, dell’indifferenza. Gli occhi tristi dei bambini che guardano le stelle con la speranza che un giorno il mondo possa cambiare, possa dare loro un po’ di felicità.
Avevo davanti a me, sopra di me, l’immenso, l’infinito. Ma avete mai pensato all’infinito? La nostra mente è abituata a pensare a qualcosa che ha una fine, che ha un orizzonte, ma l’infinito come lo pensiamo? Lo pensiamo quando dormiamo, quando siamo innamorati, quando sogniamo, quando pensiamo alla morte, quando pensiamo a Dio, qualunque esso sia, quando siamo tristi, quando siamo allegri….beh non saprei dirvelo. Io in quel momento pensavo all’infinito e ne ho avuto paura. Paura di non poter più rivivere quel momento cosi fortunato che stavo vivendo, stavo sognando.
Con i sogni camminano le idee e con le idee crescono i popoli, le culture. Un popolo senza cultura e senza sogni è un popolo sottomesso che non ha un futuro.
Ho voluto e cercato di farvi partecipe di questa mia serata di uomo fortunato spiegandola con mie parole, non scomodando nessun filosofo o poeta che meglio di me hanno parlato della fortuna di guardare le stelle. Ah dimenticavo….mi sono ritrovato, circa due ore dopo, mano nella mano con la mia compagna che si era seduta accanto a me a guardare le stelle.
Sarò pure un sognatore, ma questi sono momenti che difficilmente dimenticherò.
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